8 marzo 2015

Vincenzo Candiano


Vincenzo Candiano

Sono nato a Scicli, in provincia di Ragusa, trentacinque anni fa e da circa dodici sono lo chef della Locanda don Serafino a Ragusa Ibla (RG).

Mi sono diplomato nel 1998 presso l’Istituto Alberghiero di Modica e nel mio curriculum vitae l’unica esperienza famosa che posso citare è quella di un breve stage avvenuto nel 2006 presso il ristorante bi-stellato “Da Caino” in cui ho avuto la possibilità di trascorrere tre settimane, grazie alla disponibilità della Chef Valeria Piccini.

Ho sempre lavorato con passione e con umiltà e ho cercato di trarre il massimo da ogni esperienza, anche quelle fatte nelle strutture più semplici.

Due i miei grandi traguardi: nel 2007 la prima stella Michelin e nel 2013 la seconda.

Ho avuto il piacere di far assaggiare la mia personale idea di cucina a Shangai, a New York, a Dubai, a Malta ed in altre città italiane. Alcune delle mie ricette sono state anche pubblicate in diversi libri di cucina italiani e stranieri.

Da anni opero in un settore in cui tanti dei miei colleghi hanno alle spalle gavette stellate sia in Italia che all’estero. Rispetto a loro, io sono un autodidatta con la consapevolezza che ogni nuovo piatto in carta vale il doppio dell’impegno e ho tanta soddisfazione perché esprimo uno stile tutto personale.

La mia cucina si nutre dei sapori e dei ricordi della tradizione siciliana ed in particolare quella Iblea. Per far sì che tutto ciò si concretizzi, uso quasi esclusivamente le materie prime della mia Terra. Elaboro molti piatti regionali per gusto ma del tutto contemporanei per estetica e concettualità.

Uno dei piatti che più mi rappresenta e che da ormai sette anni ha creato una sorta di pellegrinaggio alla “Locanda Don Serafino” è “Spaghetti freschi neri con Ricci, ricotta e seppia” dove la ricchezza della ricotta vaccina crea un vellutato equilibrio con il gusto forte e iodato dei ricci di mare. Questa ricetta rappresenta tanto il territorio ibleo in cui la realtà marinara e quella rurale si sposano perfettamente.